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i Sostantivi

il Genere

Il genere è l'altra delle due principali proprietà dei Sostantivi. Il GENERE indica se si tratta di un Sostantivo maschile, femminile, o promiscuo:

  • maschile, come il traghetto
  • femminile, come la vacanza
  • promiscuo, come insegnante,
    che può essere sia la insegnante sia lo insegnante

Un sostantivo è promiscuo quando si applica senza modifiche ad un soggetto sia di sesso maschile e sia di sesso femminile.

Generalmente i nomi non possono essere modificati da maschili a femminili e viceversa. Per esempio, dal sostantivo sasso, che è maschile, non possiamo fare *sassa o dal sostantivo sedia, che è femminile, non possiamo fare *sedio!

Mentre per il NUMERO di un Sostantivo si capisce che c'è una logica, infatti il singolare indica una cosa mentre il plurale indica molte cose, per il GENERE questa logica non c'è. Infatti questa è una proprietà di natura strettamente grammaticale: per i nomi delle cose non c'è infatti alcun motivo per cui per esempio il sostantivo sasso sia maschile, e il sostantivo sedia femminile. E attenzione: succede spesso che una parola esista sia al maschile e sia al femminile, ma che significhino cose completamente diverse! Guardate qua:

MASCHILE FEMMINILE NOTE
fogli-o - un foglio di giornale
- fogli-a una foglia d'albero
banc-o - il banco di scuola
- banc-a la banca dei risparmi

Passare dal maschile al femminile e viceversa è possibile solo per i nomi che riguardano animali o persone. Si dice in questo caso che esiste un lemma solo, che convenzionamente è la versione al maschile della parola. Nel passare da maschile a femminile, si modificano nella desinenza, infatti al singolare la -o terminale diventa -a mentre al plurale la -i terminale diventa -e:

LEMMA MASCHILE FEMMINILE
gatto gatt-o gatt-a
bagnino bagnin-o bagnin-a

Alcune parole però cambiano di più nel passare da maschile al femminile: per esempio albergat-ore diventa albergat-rice, e questo vale per tutti i nomi che finiscono in -tore. Una regola simile si applica a student-e che diventa student-essa, o professor-e che diventa professor-essa.

Nel passare da maschile a femminile c'è tutta una gradazione di modificazioni, specialmente per gli animali: ca-ne diventa ca-gna, toro diventa addirittura mucca. Del resto, uomo al femminile diventa donna. Si capisce che la lingua, quando tratta di cose che ci sono molto familiari, articola meglio i concetti utilizzando molte parole diverse, quando invece la cosa descritta è più lontana dall'esperienza quotidiana, usa meno parole. Per esempio, sapete che esistono i pesci maschi e pesci femmina, ma l'Italiano usa una sola parola: pesce, promiscuo.

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